Quando hai l’ansia per la tua salute: cos’è l’ipocondria

L’ipocondria è un costante stato di ansia legato alla propria salute, per cui si teme di aver contratto una malattia più o meno grave senza avere prove oggettive del proprio stato cagionevole.
Le fantasie che accompagnano questo stato di apprensione possono essere di vario grado di gravità, arrivando persino a costituire una forma di delirio.
L’ipocondria si può sviluppare ad ogni età ed è comune nella stessa misura sia negli uomini che nelle donne, con una frequenza tra l’1,3 e il 10% nella popolazione e tra il 3 e l’8% negli ambulatori medici. Prevalentemente, il disturbo si manifesta per la prima volta nella prima età adulta e aumenta di intensità con il passare degli anni. E’ raro che si presenti durante l’infanzia.

Quali sintomi sono da tenere d’occhio?

L’ipocondriaco adotta diversi comportamenti peculiari che hanno come obiettivo quello di rafforzare la convinzione di essere malato. Ecco alcuni esempi:
– Si rivolge a numerosi medici in cerca di una diagnosi o al contrario, evita visite mediche perché terrorizzato dall’eventualità di confermarsi gravemente malato
– Parla spesso del proprio stato di salute
– Ricerca frequentemente informazioni online
– Modifica il proprio stile di vita in modo da preservare la propria salute in relazione alla malattia che pensa di avere (ad esempio, non si sottopone a sforzi perché convinto di soffrire di una malattia al cuore)
– Si rifiuta di prendere in considerazione la possibilità che sia affetto da un problema di tipo psicologico

Cosa si nasconde dietro l’ipocondria?

L’esordio dell’ipocondria può essere legato a un evento traumatico, come ad esempio una grave malattia vissuta dal paziente oppure da una persona vicina, o anche a un’infanzia non felice. In altri casi, invece, non è possibile individuare la causa scatenante.

Come guarire?

La terapia per il trattamento dell’ipocondria prevede un supporto psicoterapeutico volto a sostituire l’idea che i sintomi sperimentati siano legati a una malattia e ad avvicinare il paziente alla realtà oggettiva. Importante potrebbe essere un supporto farmacologico che ha come obiettivo quello di allievare i sintomi nelle fasi più acute del disturbo, anche se è necessario prendere in considerazione il fatto che l’ipocondriaco potrebbe rifiutarsi di sottoporsi a terapia farmacologica con il timore di peggiorare il proprio stato di salute con i nuovi medicinali.

Ipocondria e COVID-19

Negli ultimi anni c’è stata una forte esposizione al tema della pandemia, tanto che lievi sintomi comuni che in un altro periodo storico non avremmo quasi notato sono adesso motivo di grande preoccupazione e allarme. Questo ha generato una nuova schiera di ipocondriaci, che possiamo chiamare “ipocondriaci da COVID-19”.
L’ipocondriaco da COVID-19 ha difficoltà a socializzare, e dunque evita in modo patologico qualsiasi contatto con altre persone, anche se in sicurezza e all’aperto. Inoltre è alla costante ricerca di informazioni sullo sviluppo della pandemia e cerca di proteggersi dal contagio in modo ossessivo.

Qualche curiosità sull’ipocondria

1. La sua etimologia: il termine deriva dal nome dato dagli antichi greci alla zona superiore dell’addome, gli ipocondri, letteralmente «sotto le coste», dove si sarebbero manifestate le passioni viscerali. Si pensava che il disturbo fosse originato da una disfunzione degli ipocondri e quindi da uno squilibrio nelle passioni.
2. Tanti personaggi illustri sono stati affetti da questo disturbo. Tra questi: Darwin, che credeva di aver contratto un parassita tropicale e Proust, morto vittima della sua stessa ipocondria.

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