6 curiosità sulla scrittura braille

L’alfabeto braille è un codice che viene utilizzato da persone cieche o con degli importanti deficit visivi che
consiste in piccoli puntini in rilievo su una superficie generalmente di carta.
Nello specifico, questo alfabeto include non solo lettere, ma anche punteggiatura, note musicali, numeri,
che vengono ciascuno individuati da una sequenza logica nella disposizione dei puntini che sono posizionati
in un rettangolo con disposizione di tre file con due puntini.
Questo vuol dire che possono essere create fino a 64 differenti combinazioni.

Perché l’alfabeto braille è importante?

La possibilità di leggere e di scrivere consente alle persone con difficoltà visive l’accesso alla letteratura, alla
cultura, al divertimento, a cui hanno accesso le persone che possono vedere. Da questo ne deriva una
migliore qualità della vita e una maggiore autonomia.

Chi ha inventato l’alfabeto braille?

L’inventore dell’alfabeto braille vero e proprio è Louis Braille, nato nel 1809, che divenne cieco all’età di 3
anni e che inventò questo codice nel 1824. Inizialmente il suo metodo non fu accolto favorevolmente, in
quanto si pensava che potesse essere utilizzato dagli giovani studenti per scambiarsi messaggi segreti.

Qualche curiosità sull’alfabeto braille

1 L’alfabeto braille non è uguale in tutto il mondo, ma ci sono delle differenze in ogni paese che lo adotta.
Basti pensare che esiste il codice per il linguaggio cinese, spagnolo e arabo.

2 I caratteri in braille occupano più spazio rispetto all’alfabeto tradizionale, quindi i libri in braille saranno
sempre più lunghi di quelli stampati.

3 L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che ci sono circa 285 milioni di persone che
potrebbero usufruire dell’alfabeto braille, ma la stragrande maggioranza non lo usa. Negli USA, ad esempio,
solo il 10% di chi non può leggere utilizza il braille

4 Anche prima dell’invenzione del braille esisteva un codice tattile per non vedenti, ovvero il codice Haüy.

5 Il braille trae ispirazione dal linguaggio militare chiamato “scrittura notturna” che consentiva la
comunicazione tra soldati senza luce e senza parlare.

6 L’alfabeto braille non può essere solo letto, ma anche scritto a mano. Si utilizza infatti un dispositivo
chiamato “slate” che è formato da due lamine di metallo fissate insieme per permettere il passaggio di un
foglio di carta. Su questo foglio di carta possono essere incisi i puntini con uno stilo.

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